Azimut Yachts con Francesco Jodice al Mia Photo Fair

Marzo 14, 2017

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Milano, 9 Marzo 2017
Azimut Yachts, brand del Gruppo Azimut|Benetti, il Cantiere numero 1 al mondo nella produzione di yacht di lusso, e Francesco Jodice, fotografo e artista napoletano, sono per la prima volta a fianco in un progetto che parte proprio dalla nautica come fonte di ispirazione per l’arte.
Una scommessa su cui ha puntato Jodice, instancabile sperimentatore i cui racconti antropologici hanno l’intento d’indagare le criticità dell’uomo nel proprio contesto sociale e nel rapporto con la natura.
Partendo questa volta dal tema del viaggio per mare, l’artista ha raccolto l’invito di Azimut Yachts, brand del Gruppo Azimut|Benetti leader mondiale nella produzione di imbarcazioni di lusso, a entrare nei cantieri navali per realizzare una serie di scatti fotografici che diventeranno parte integrante di un progetto triennale intitolato "The Voyage”.
Il primo risultato di questo lavoro di esplorazione, mirato a catturare le “immagini” dei cantieri e le suggestioni derivanti dalle persone che in quei cantieri lavorano, sono le opere fotografiche che saranno in esposizione al Mia Photo Fair la fiera dedicata alla fotografia e all’immagine in movimento, che quest’anno si svolge dal 10 al 13 marzo presso il Padiglione The Mall in Piazza Lina Bo Bardi a Milano.
Con “The Voyage”, attraverso studi di antichi documenti, mappe, diari di viaggio, tecniche navali, Jodice si propone di ricostruire e interpretare gli stati d'animo che accompagnano il mito del viaggio per mare, uno dei nuclei più profondi attraverso cui la civiltà occidentale da sempre ha narrato il senso della vita, a partire dalla letteratura epica, per arrivare ai resoconti delle grandi esplorazioni dell’Età Moderna.
Il progetto, che coinvolge Azimut Yachts e i suoi cantieri ed è stato presentato durante Artissima 2016 a Torino lo scorso novembre, si concretizzerà in una serie di opere fotografiche e in un libro d'artista.
“La filosofia di questo artista così innovativo e sperimentale coincide perfettamente con il Dna della nostra azienda – commenta Giovanna Vitelli vicepresidente del Gruppo Azimut Benetti -. La ricerca, l’innovazione tecnologica e l’utilizzo dei materiali sono da sempre nel nostro codice genetico. Nelle nostre barche cerchiamo una sintesi perfetta di esperienza, innovazione e design, tecnologia e tradizione, estetica e funzionalità. Strumenti per vivere l’emozione della libertà, della scoperta e del viaggio che da sempre affascina l’uomo. Per questo ci siamo da subito appassionati al progetto The Voyage ritrovandoci in sintonia con l’espressione artistica di Francesco”.
Il progetto “The Voyage”
L'idea di partenza è di rappresentare tre diversi aspetti dell'andare per mare: (i) l'invenzione, la tecnica, l'estro umano che da sempre hanno accompagnato la costruzione navale, (ii) l'approdo, come luogo di scambi e culture diverse, (iii) il senso del perdersi a guardare, della meraviglia e della scoperta del viaggio verso nuove terre.
Al centro di questo percorso, naturalmente, ci sono il mare, i porti e le imbarcazioni. L’ingegneria navale e il suo ruolo nella storia delle esplorazioni diventano centrali nel progetto. Di qui il punto di incontro tra Jodice e i cantieri di Azimut Yachts, che si sono “aperti” all’obiettivo del fotografo per lasciarsi “catturare” dallo sguardo dell’artista.
A monte dell’intero progetto, si ritrovano le suggestioni di alcune celebri “scoperte” compiute dai grandi esploratori – da Charles Darwin a Sir Francis Drake, da Joseph Conrad a Cristoforo Colombo – accompagnate dallo studio di antiche mappe e dalla lettura dei resoconti di viaggio. L’obiettivo dell’artista è ritrarre un percorso di viaggio e di esplorazione con l’occhio di chi naviga, esplora e riprende la terra dal mare, con uno spirito di rinnovata ‘sorpresa’. Il tutto in piena rispondenza con la propria filosofia artistica: la ricerca creativa di Jodice, infatti, da sempre mira alla costruzione di un terreno comune tra arte e geopolitica, proponendo la pratica artistica come poetica civile.

“Nel suo libro/diario The Voyage of the Beagle – spiega Francesco Jodice - Charles Darwin ci rende partecipi di una malinconia profonda: è il 1835 siamo verso la fine del viaggio quinquennale intorno al mondo e Darwin riflette sul secolo di circumnavigazioni, scoperte, mappature, e comprende che presto non ci sarà “più nulla da vedere per la prima volta”. Il principio del mio progetto è la riscoperta di questo senso dell’epifania dovuta all’approdo nella consapevolezza di avvicinarmi ad una “linea di confine” tra terra e mare definitivamente alterata dai segni e dalle semiotiche di quasi duecento anni di antropizzazioni”.